Margaret Fuller scrisse un trattato epico nel 1845, “La donna nel diciannovesimo secolo”, nel quale sosteneva che ogni individuo avesse la necessità di essere autonomo e indipendente e che la donna potesse ottenere ciò solo se libera dall’influenza dominante degli uomini.
Una delle battaglie che Margaret portò avanti con più passione fu quella per la parità di genere nell’accesso all’educazione, poiché sosteneva che questo fosse il primo passo da intraprendere per sperare di ottenere la parità dei diritti politici. Fu davvero un’era di trasformazione, in cui il libro di Fuller divenne il fondamento del movimento delle donne americane verso l’equità sociale e il potere politico. I suoi scritti hanno consentito a generazioni di leader di lottare per l’uguaglianza, conquistando in definitiva il diritto di voto alle donne sette decenni dopo la morte di Fuller.
La senatrice di New York Kirsten Gillibrand celebra dieci di queste leader in Bold & Brave: Ten Heroes Who Won Women the Right to Vote – un’enciclopedia illustrata di coraggio e perseveranza, con l’arte dell’inimitabile Maira Kalman. Il libro si concentra in particolare sulla politica americana. Ispirata da una stirpe di donne politicamente audaci, a partire dalla sua bisnonna, Gillibrand mette in evidenza un diverso gruppo di visionarie, che vanno da Susan B. Anthony, Elizabeth Cady Stanton e Sojourner Truth a icone come Harriet Tubman e Inez Milholland, le cui ultime parole famose aprono il libro a eroine meno conosciute come Jovita Idár, che sosteneva i diritti delle donne e degli americani messicani e che aprì un asilo gratuito e fondò la Lega delle donne messicane e Lucy Burns, che lavorò instancabilmente su entrambe le sponde dell’Atlantico per conquistare la rappresentanza politica e il potere delle donne, co-fondando il National Woman’s Party insieme alla sua amica Alice Paul, anche lei suffragista di Gillibrand.
Silvia Graziosi
silgraziosi@gmail.com
